DALL’ ALCOLISMO SI PUO’ USCIRE

 

Dati recenti rivelano un aumento di alcol, soprattutto tra i giovani e le donne.

Le donne cadono nella trappola della dipendenza da alcol in silenzio fra le mura domestiche, vuoi per solitudine, insoddisfazione, frustrazione; l’alcol da loro quell’ ebbrezza che la vita non da. I ragazzi cominciano a bere in compagnia sin dall’ adolescenza. Bere li fa sentire grandi gli da quella sicurezza che senza alcol non hanno ( vincono la timidezza,allontanano gli amici, i genitori, la scuola...). Ma 1’ alcol non perdona è una droga e come tale agisce, portando alla dipendenza.

 

Alcolisti, come si diventa?

 Alcolisti nella maggioranza dei casi lo si diventa per caso. La nostra cultura ci invita a bere e alcune volte ce lo impone, per cui bere a tavola è normale, bere l’aperitivo, il digestivo, la birra, il superalcolico una volta nella giornata è normale, esagerare nelle feste è normale; ma dimentichiamo che se lo è per la nostra cultura non lo è per il nostro fisico. L’alcol è una droga e come tutte le droghe dopo una certa soglia che non sappiamo quale sia, e che è diversa da persona a persona, si cade nella dipendenza.L’ Associazione Italiana Club Alcolisti in Trattamento ( AICAT) ritiene che bere è un comportamento a rischio pure il semplice bicchiere a pasto ( apparentemente innocuo ) ci espone al rischio. Anche OMS (organizzazione mondiale della sanità  è d’accordo con questo ed ha riconosciuto l’alcol essere una droga.

 

L’alcolista

 L’alcolista tende a negare il suo problema a nasconderlo a se stesso. Nessuno è più bravo di un alcolista a trovare scuse per bere e motivazioni per nascondere il suo bere. I familiari o chi sta vicino all’alcolista può cogliere segnali che indicano la presenza del problema. L’indicatore più importante è il cambiamento ( talvolta anche nel positivo ) del comportamento, delle abitudini, dell’umore, del carattere della persona senza motivazioni esterne; poi le risposte le giustificazioni assurde a volte poco logiche che da alle domande, del tipo:  sei stato tu a bere quello che manca dalla bottiglia e quando?” oppure “cosa ci faceva una bottiglia d’alcol nella macchina?”. Perché a tutti i costi deve negare, negare anche l’evidenza; ancora, la tendenza a trascurarsi nell’aspetto, ad essere poco attivo ad avere sonno in qualunque momento della giornata, ad essere assente nella vita dei familiari o al contrario essere invadente, irruente, violento per un non niente; e anche la diminuzione dell’appetito. Tutti segnali che ci devono insospettire.

 

Come uscire dall’alcolismo

 L’alcolismo manifesta i suoi effetti devastanti e nel fisico e nella psiche. Però dall’alcolismo si può uscire, l’importante è chiedere aiuto perché da soli è molto improbabile che ci si riesca. A questo scopo esistono le Associazioni Arcat/Apcat/Acat. i CLUB, e i centri di algølogia, i Ser.T. dove l’alcolista riceverà quello di cui ha bisogno da dottori, psicologi, assistenti sociali, psichiatra e altre figure professionali specializzate nel settore, i quali lo aiuteranno ad uscire dalla dipendenza e a cambiare stile di vita. Dopo l’approccio con il servizio di alcologia, che rimane sempre un punto di riferimento per l’alcolista per qualsiasi problema, c’è il club degli alcolisti in trattamento. Senza il club il lavoro svolto dal servizio si è visto risultare vano. Per rimanere lontano dall’alcol l’alcolista e la sua famiglia hanno bisogno di incontrarsi settimanalmente con altre famiglie che hanno lo stesso problema: Ecco perché nasce il club.

 

La famiglia centro del club

 Uno dei punti fermi del metodo Hudolin ( Vladimir Hudolin psichiatra croato ) seguito nei club è la famiglia. La famiglia è al centro del metodo perché così come prima ha sofferto il disagio ora tutti assieme devono uscire dal problema. Il club cerca di aiutare l’alcolista e la famiglia, sostenendoli e spingendoli a cancellare la vergogna e a rompere l’isolamento e far emergere le difficoltà e affrontarle, questo è possibile grazie al confronto con le famiglie che hanno problemi analoghi. Poiché l’alcol non è solo un problema di assunzione ma di stile di vita; il metodo Hudoliniano non si limita a raggiungere lo scopo di smettere di bere, ma aiuta le persone a prendere in esame tutta la loro vita, le loro scelte, i valori, gli stili di vita, spingendoli a domandarsi che cosa realmente hanno messo al prima posto: i soldi, il lavoro, la famiglia, il rapporto con le persone. Portandoli a capire che l’essere in salute, che lo stato di benessere non riguarda solo il fisico ma anche il sistema di relazioni, la psiche, lo spirito. Questo stato di benessere lo si conquista giorno per giorno perché ogni giorno facciamo scelte che possono dare salute o togliere salute. Il club aiuta le persone a rivedere i loro stili di vita a modificarli se necessario alla luce della promozione della salute e della pace interiore.

 

La mia data di rinascita:

Lorenzo ha 39 anni e un ‘esperienza dolorosa alle spalle. Gli anni persi nell‘alcol non si recuperano più, ma ci dice che il giorno che ha smesso di bere è per lui il giorno del suo secondo compleanno che festeggia con più piacere del primo. Le difficoltà della vita non lo spaventano più perché non è più da solo ad affrontarle, ha tutte le famiglie del club che gli sono vicino e lo sostengono e condividono con colui i momenti belli e quelli meno belli della vita.

 Conclusioni:

L’AICAT insieme alle altre associazioni ARCAT, APCAT e ACAT si impegnano ad organizzare convegni, congressi, corsi di sensibilizzazione, scuole territoriali di I°, II° e III° livello, scuola delle trecento ore, tutto allo scopo di sensibilizzare la popolazione al problema e di far crescere il numero delle persone che con puro volontariato lavorano nelle Associazioni.

I CAT ( club alcolisti in trattamento ) lavorano con le famiglie per mantenere la sobrietà ma anche per un cambiamento di stile di vita che non riguarda solo le famiglie del club ma tutta la comunità attorno al club.

 

di Sebastiano Caruso, Presidente Apcat di Catania

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